episodio 8 – da Vintarama quarterly del 27/02/93

Posted: 19 febbraio 2012 in Senza categoria

Episodio 8

 

Da vintarama quarterly del 27 febbraio ‘93

Simboli, suini ed astri di Normal Code

 

Erano arrivati amici miei, senza bussare alla porta, facendo sì che nessuno potesse badarci ma, scintillavano, oh se scintillavano, i fatidici, favolosi anni ’60.I viali alberati con le villette a schiera, la grigliata dal 4 di luglio, la torta di mele e la ragazza della porta accanto. E gli anni ’60, ovviamente. Anni preziosi e misteriosi fatti per una generazione in grado di distruggere le regole sole per barricarsi dietro agli stereotipi. Anni che hanno visto la scomparsa, o la presunta tale dell’avventuriero noto come la Stella. Ma andiamo con ordine. Avevamo lasciato il nostro appena avviatosi incontro ad un destino glorioso, le sue gesta narrate da due rampanti giornalisti in carriera, il reporter Daniel Randholme ed il fotografo Jeremy Casucci. Per anni interi il Globe ne celebrò le gesta, la mala di New York e di Chicago, i semplici pesci piccoli e, in un paio di occasioni, addirittura corpi d’assalto marziani lo avevano affrontato senza riuscire ad averne ragione1. Nessun criminale era davvero al sicuro, non sulla east coast. Gli anni ’50 erano scivolati via ed il giovane uomo nascosto dietro la maschera della Stella era cresciuto, i suoi muscoli e la sua arguzia erano divenute sue armi inseparabili e perfezionatissime, al pari del suo storditore*. Ma una cosa, proprio sul principio del decennio, apparentemente era cambiata. Fu la notte di San Silvestro del 1962, times square era una strada elettrica, pronta ad esplodere. Cuba sembrava incredibilmente vicina. L’anno in via di conclusione non era stato un gran bell’anno per la Stella. Prima, in un conflitto a fuoco con dei tirapiedi di Meucci2, aveva subito una ferita che lo aveva costretto per un mese intero al letto e poi all’uso di un tutore per il resto della primavera3.E poi c’era tutto quello che era successo alla baia dei porci. Ora, in più di dieci anni di attività, non si poteva certo dire che la Stella non avesse reso impagabili servigi alla comunità, ma quando il ‘pericolo rosso’ si era fatto pericolosamente concreto l’avventuriere mascherato si era nascosto dietro un pesante e nebbioso  no comment che neppure Randholme era riuscito a fargli scrollare di dosso4. Le loro chiacchierate, svelate nei limiti del caso e della  privacy venivano ormai riportate nel supplemento domenicale del globe, nella rubrica Danny’s pick5. Le amicizie sindacali della Stella erano ben note, più di una volta si era fatto vivo ad i loro convegni, rimanendo per dire qualche parola e bere un bicchiere (l’età adesso glielo permetteva). Ma tutte le volte che si parlava di Cuba, la risposta, secca, era sempre la stessa. Mi dispiace, ma no. In un paio di occasioni questo suo atteggiamento suscitò anche l’ira del senatore McHarty, che cercò perfino di fare dichiarare fuorilegge le azioni di uno ‘psicopatico vigilante in casacca Rossa’6. E quel suo atteggiamento di diniego e silenzio aveva nuociuto parecchio alla sua fama durante il periodo della crisi. Colpa dei nemici editoriali del Globe certo,  che non perdevano occasione per diffamarlo ma colpa anche dello stesso direttore che, pur accettando gli articoli e le foto di Randholme fu felice di avere un argomento contro l’avventuriero7. Insomma, c’era anche chi cominciava a non vedere di buon occhio l’esistenza della Stella. Poteva capitare che le vecchiette non lo ringraziassero più se tirava giù dagli alberi le loro gattine, o che i non vedenti preferissero non attraversare proprio piuttosto che attraversare con lui o che la sezione giovanile8 arrivasse a sciogliersi per mancanza di fondi e motivazioni (aumento in compenso di criminalità giovanile, fenomeno delle gang). Comunque a times squares i newyorkesi non erano più gli stessi, la paura era nelle loro ossa quel maledetto San Silvestro del ’62 e, quando venti minuti prima della mezzanotte le luci su tutta la via si spensero nessuno si meravigliò più di tanto8. Alcuni semplicemente si strinsero nelle spalle e corsero a casa ad accendere il televisore. Gli altri, i pochi che rimasero, riuscirono ad intravedere la Stella che, scivolando lungo una corda tesa , attraversava la via proprio davanti al cartellone pubblicitario della cocacola. Poi due, tre, molti altri ancora. Nel silenzio e nel gelo una voce echeggiò lungo tutta la strada, l’impero è vicino, distruggete l’impero9. Molti non avevano mai avuto occasione di ascoltare quella frase, ma per i giornalisti, i poliziotti di quartiere e perfino alcuni appartenenti alle gang, era un chiaro avvertimento, lo si trovava scritto ovunque, negli angoli , nei vicoli, negli urinatoi pubblici. Il tag che la firmava era simile a quello della stella, più piccolo e sproporzionato. I.G.D. era l’acronimo che chiosava la frase. L’avremmo conosciuti subito dopo quella notte, per molto, moltissimo tempo10. All’epoca tutto quello che si sapeva era che un manipolo di manigoldi, con una casacca simile a quella della Stella e con una mascherina analoga aveva bloccato il traffico e fatto impazzire le autorità filodiffondendo un discorso contro ‘l’imperialismo americano’ contro le istituzioni, a favore di Cuba, a favore della Stella. I membri dell’impero del grande domani11 cercavano solo quello, un po’ di notorietà, qualche soldo, meglio se da qualche finanziatore occulto, attirato dai loro legami con la Stella. Presunti legami. Con una possibile storia in comune.

Ma dovettero ricredersi abbastanza in fretta.  L’avventuriero non ci mise molto a sbarazzarsi dell’impianto di filo diffusione e delle guardie che lo proteggevano (in seguito confessò a Randholme di essere esterrefatto e scioccato, di non riuscire a capire come il suo esempio potesse essere così forzatamente frainteso e male interpretato12). Quando le luci ritornarono sulla strada la gente sorrise e riuscì a vedere lo scontro tra la stella ed un altro individuo con una casacca simile alla sua. E videro il delegato dell’impero del grande domani scappare via mentre la Stella rimaneva là immobile incapace di fare nulla. L’opinione pubblica non aspettò altro per attaccare, già i giornali del giorno dopo non parlavano d’altro13. Gli articoli di Randholme cancellati , perfino il Globe criticava l’immobilità della Stella. E supponeva legami neppure troppo occulti con l’impero (quelli che avevano sempre considerato sospetto l’atteggiamento della Stella trovarono negli abiti dell’impero la spiegazione del perché a volte la stella appariva così veloce da agire in più luoghi in contemporanea : non c’era la Stella, ma solo una stella, una di un esercito che chissà dove e come aveva radici ben profonde nel sostrato americano14).  Quello che non sapevano, e che per molti anni ancora, non si sarebbe saputo (sarebbe in seguito emerso da una lunga chiacchierata con Randholme alla fine ufficiale della sua carriera) è che la Stella era vittima di una versione modificata del suo storditore che, in qualche maniera era finito in mano ai sacerdoti del grande impero e che, anziché gettare immobili a terra le vittime semplicemente le ‘pietrificava contraendo tutti i nervi (parola del M.I.T.)15.

Per la popolazione di New York quella fu la prima volta che videro la Stella non reagire e lasciare andare qualcuno via. Divenne la stella il rosso, il feticcio, il gran bastardo. Perfino chi più credeva in lui arrivò a pensare che non fosse più lui (alcuni preferirono crederlo rimpiazzato da un sosia malvagio). Ma fu anche l’ultima volta che videro la stella con la tradizionale casacca e la mscherina16. Passarono tre anni17. Nessuno sapeva più che fine avesse fatto. Neppure le sfide proposte dall’editore del Globe avevano effetto, nessuno ne sapeva nulla18. La polizia cercò di indagare, ma né Randholme ne Casucci seppero dare una risposta concreta. La sola cosa certa era che la criminalità, il clan Meucci e le nuove triadi di chinatown, non più scoraggiate dalla presenza dell’avventuriero avevano cominciato a mettere fuori gioco la città, battendo ogni area, e colpendo ben più  che duramente19. La situazione era davvero critica. Per maltempo e criminalità, la primavera del ’64, fu davvero la peggiore mai vista in città. Fu un attimo prima che le cose cambiassero di nuovo. Ed ironicamente fu di nuovo alla sede del Globe. Era pomeriggio e la signorina Westmad quasi Casucci20  stava per entrare negli uffici della redazione. Il fotografo aveva nel frattempo intrapreso un incarico per la nera e, proprio quella mattina pare che fosse nascosto nel porto per spiare una riunione dei vertici di casa Meucci21. Ma la Westmad non era proprio là per lui. Era terrorizzata e Lumpkins, il portiere dello stabile, raccontò che fu difficile farsi dire dove fosse diretta tanto balbettava22. Ma alla fine riuscì a raggiungere la scrivania di Danny Randholme che la accolse con fredda gentilezza. Qualcosa non andava, se ne stavano accorgendo tutti e due. Lei era tropo nervosa e la sola cosa che fu capace di dire fu ‘se non lo chiami lo ammazzano’23. Randholme non aveva capito immediatamente ma accettò lo stesso di uscire con lei a prendere un caffè. In mezzo alla strada, affollata nell’ora di punta, gli fu estremamente più chiaro.  Danny Waczsaskzy, redivivo e nuovamente evaso aveva rapito Meucci e, più agguerrito che mai, continuava a gridare dal tetto di un palazzo vicino24. Voleva quel ‘lurido comunista della stella’ ed il suo complice Randholme, e li voleva subito. Randholme confessò di aver preferito sedersi sulla poltrona del dentista piuttosto che rivedere la Westmad voler parlare proprio con lui25. Ma l’anima del giornalista bruciava le sue vene. C’era una storia dietro tutto questo e anche se non aveva la più pallida idea di come contattare l’avventuriero, sicuramente non se ne sarebbe rimasto con le mani in mano. Pensò che forse vedendo arrivare almeno lui, Waczsaskzy, si sarebbe calmato e magari, sarebbe riuscito pure a far rilasciare il suo inerme collega26. Nel giro di pochi istanti la coppia era sulla terrazza del palazzo di fronte. Waczsaskzy sudava copiosamente ed i suoi occhi erano rossi, come se tutti i capillari fossero esplosi, respirava a fatica e se ne stava immobile lungo il cornicione domando le correnti d’aria mentre Meucci, il viso gonfio di lividi, giaceva immobile quasi a i suoi piedi27. La Westmad cercò di avvicinarsi, e prima che Randholme potesse rendersene conto era prossima al corpo del suo fidanzato. Nessuno seppe capire come, del resto la sola testimonianza è quella del solo attuale editore del Globe, Waczsaskzy indirizzò uno sguardo contro la donna, l’aria sembrò gelare, ed il corpo della Westamad,  collassò su se stesso28. Nel giro di pochi attimi anche lei giaceva incolume per terra.

Restavano solo Randholme e Waczsaskzy. Nessuno seppe mai cosa si dissero29. L’editore del Globe, sconvolto ancora in giorni recenti dell’accaduto, confessò che non aveva valutato quello che poteva accadergli. Disse che non aveva creduto neppure per un solo istante di essere in pericolo. Poi affrontò quello sguardo gelido, e si sentì perdere controllo sul suo corpo, muovere un passo, poi un altro, arrivare fino al cornicione alle sue spalle e salirvi in piedi, proprio come il suo carnefice30. Forse avrebbe voluto chiudere gli occhi, ma non vi riuscì. L’attimo successivo, i suoi piedi erano sospesi nel vuoto ed il suo cuore prossimo ad un collasso. Eppure è solo una ricostruzione. Quello che possiamo dire con assoluta certezza è che , in quel preciso istante fu afferrato da un guanto. Un guanto rosso scuro che Randholme riuscì a malapena a vedere, scrutando forse a chi apparteneva, prima di svenire31. Fu issato all’interno della terrazza, ovviamente,  e ci fu una battaglia senza quartiere, al fulmicotone. Di cui Randholme vide solo gli istanti conclusivi. Il misterioso individuo con i pugni serrati, fermo, e lo sguardo sempre più deformato dalla pazzia di Waczsaskzy, la sua luce spenta, sospeso dio solo sa come nel vuoto. La stessa scena che videro in molti per la verità. Matterdock, incuriosito dalla scomparsa dei suoi dipendenti aveva tuonato fino a quando qualcuno non gli aveva spiegato quello che stava accadendo, almeno una parte. Poi, e qui la cosa diventa parecchio curiosa,  tutti avvertirono un brivido all’interno della spina dorsale, un tremore che gli fece desiderare di affacciarsi verso il palazzo dall’altro lato della strada, e, se in mezzo alla strada, di fermarsi a guardare32. Videro un uomo, un uomo che volava, perlomeno che se ne stava sospeso pochi metri prima distante dal cornicione. Nessun cavo era visibile. Un miracolo, o la fine del mondo in arrivo. Nulla di tutto questo. Durò un solo secondo, prima che il corpo, precipitando rovinosamente, atterrò contro il tettuccio di una dodge del ’59. Ci fu perfino chi giurò di aver visto un sorriso nei suoi ultimi attimi. Poi. La storia ritorna per il momento ad essere solo di Randholme. Perché fu lui che, ripresosi, si senti tirare su da una mano che aveva stretto numerose volte, svegliandosi con una voce che aveva ascoltato migliaia di volte. Erano lui e l’avventuriero adesso. Proprio mentre la giovane coppia sul tetto cominciava a rinvenire. Sono qui, di nuovo. Disse sorridendo l’individuo prima di scomparire. Randholme racconta che sorrise fino a commuoversi quel giorno, e non smise finché non ebbe completato un articolo per l’indomani, quasi costringendo, minacciando di andarsene, Matterdock a pubblicarlo. Non c’era più la mascherina e la casacca. Una specie di ‘calzamaglia’ copriva il torace e come un passamontagna si fissava su occhi e volto33. Una voce più adulta e profonda.

Due cose successero il giorno dopo. New York aveva di nuovo il suo difensore mascherato. Ed il Globe ricominciò a raccontare le gesta, della sola, unica, inimitabile, Stella34.

 

                        un raro sketch segnaletico, recuperato dal supplemento domenicale dell’epoca. Illustratore ignoto.

 

 

  • nota speciale : fu una cosa quasi impossibile da non riscontrare, la casacca era davvero più aderente e la corporatura più compatta, ci fu persino chi, come Matterdonk ironizzò dilungandosi su come fosse impossibile che chi era incapace di lavare i proprio vestiti senza lasciarli restringere potesse meritare l’appellativo di difensore della città, e dell’east Coast (cfr, Globe weekly edition del 15 marzo 1961)

1 Non solo la malavita organizzata di tutta l’east coast, ma anche eserciti di criminali incalliti da Miami e dalla California cercarono di vedersela con la Stella, ma fu quasi sempre un nulla di fatto. La vicenda degli aliene è più complessa, ovviamente nessuna autorità ufficiale confermò mai l’accaduto, e anche li articoli del globe presentano clamorose lacune sui due avvenimenti. Ma testimonianze di alcuni camionisti di passaggio lungo il New Mexico confermarono la presenza di un oggetto metallico, dalla forma toroidale , visibile sulla linea dell’orizzonte per diverse ore la prima volta e addirittura per quasi una settimana la seconda volta. Per ulteriori informazioni cfr Roswell special edition, da vintarama qrl dell’ottobre ‘92 

2 sembra che in quell’occasione la Stella fu presa d’agguato in un magazzino nei pressi del porto controllato dai Meucci, pare che l’idea fu di Niagara Ortensii, purtroppo la sua scomparsa, provvisoria e poi definitiva non portarono ad altro che congetture

3 fu un argomento a lungo dibattuto nelle pagine del globe. Matterdonk fece perfino una ricerca in tutti gli ospedali e negli ambulatori privati per vedere chi avesse avuto bisogno di simili cure, ma per quanto incredibile, nessuno seppe riconoscere quel tipo di medicamento, diffusosi secondo il dottor Johnatan  Mesmer del policlinico di Chicago solamente sei anni dopo 

4 numerose furono le occasioni nel corso della lunga amicizia dei due in cui l’intrepido cronista del Globe cercò di strappare commenti all’avventuriero,  fu celebre una sortita radiofonica,  negli uffici della Abf broadcasting di Manhattan in cui, al saturday special evening (15 ottobre 1961) la Stella, che avrebbe dovuto fare una semplice comparsata, non apparve del tutto, a seguito di un contrasto con Randholme nei camerini, per una settimana non ci fu alcun avvenimento riguardante la Stella a comparire sul globe, se non la satira di Matterdonk, in seguito però le differenze si appianarono, come spiegò Randholme in seguito, ‘niente come le idee politiche possono tenere lontani per sempre due veri amici’, dall’articolo di Randholme , 16 marzo 1986, perché è la MIA vita con la Stella

5 la serie di Danny’s pick andò avanti per quasi un decennio, in una lunga serie di appendici settimanali che poi vennero pubblicate in seguito in due volumi curati dall’allora assistente di Randholme, Catherine Sanderson, le complete Cronache della Stella , vol 1 e 2, sanderson publishing, pubblicizzate dal padre di Catherine, senza il permesso di Randholme si tratta di volumi tuttora introvabili 

6      l’evento ebbe serie ripercussioni all’interno del dipartimento di polizia di New York : mentre alcuni    erano disposti a puntare un’arma contro l’avventuriero, la maggior parte si dichiarò non disposta a prendersela contro un ‘vero americano’ che , spesse volte, aveva coperto loro le spalle noncurante del pericolo(dichiarazione della responsabile delle pubbliche relazioni del NYPD Sheena Dickinson).

  1. ovviamente la polemica si dipanò lungo una serie di articoli di Matterdonk nel Globe dal titolo, Vigilante o Angelo Custode, curiosa l’assenza di interventi di Randholme e della Stella stessa
  2. le cronache riportano di qualche schiamazzo e di un paio di svenimenti di ragazze ubriache, ma in definitiva non si trattò di nulla che potesse meravigliare la popolazione newyorkese, abituata ai programmi di festeggiamento civico del superbowl e del 4 di luglio
  3. tale frase, pare fosse catturata da un celebre radiodramma di Samuel Kandersky serializzato in alcune radio private come la KMZ ed in alcune college radio, raccontava le vicende del Simbolo, un anarchico terrorista in lotta contro un governo filo nazista, non si hanno ulteriori notizie dell’opera in quanto qualsiasi copia dei nastri fu fatta bruciare per opera della commissione McCarty
  4. l’Impero del Grande Domani, fu una vera e proprio setta segreta al pari del celeberrimo KKK, suddivisa in caste, Candelieri, Operai, Segretari e gran Sacerdoti, cercò addirittura di mascherare la numerose attività illegali nel tentativo di finanziare un candidato alla casa bianca, subito dopo il fallimento di questa ennesima nefasta impresa si persero le notizie dell’impero ma c’è che i è pronto a giurare che sono ancora in mezzo a noi tramando in segreto, per esser più letali e discreti
  5. pare che la scelta del nome fu un caso, che la scelta dovesse cadere sulla Setta dell’infinito, ma la possibilità di finire coinvolti in alcune sette coraniche scoraggiò questa scelta, sono le parole di un fuoriuscito dall’organizzazione che pubblicò in rete un suo memoriale , IO CHE SONO USCITO A COMBATTERE ME STESSO, neppure gli hacker dell’FBI riuscirono a risolvere il mistero che si celava dietro l’identità del misterioso scrittore incappucciato, come egli stesso si firmava
  6. sono le parole di una Stella scoraggiata e disillusa, registrate in un nastro, mai pubblicate nel Globe o nei Dannyy’s pick, eppure in seguito riportate nei volumi di Catherine Sanderson, le complete Cronache della Stella , vol 1 e 2, sanderson publishing cfr  nota 5
  7. fu una vera carneficina, perfino il moderatissimo national finest pubblicò un titolo a nove colonne dal titolo TRADITORE! (1 gennaio 1963)
  8. le testimonianze in materia cominciarono ad essere diffuse sin dalla compara della Stella, alcuni distretti di polizia confermavano la presenza della Stella anche a chilometri di distanza nel giro di pochi minuti, e così fui anche per parecchi testimoni oculari, curiosamente  Randholme non diede mai adito a queste voci, mentre invece Casucci, in una serie di indagini successive comparse nel suo volume, la MIA vita con la Stella, cfr numero scorso, a provare a spiegare questi avvenimenti, tutto quello che ne uscì fuori furono soltanto delle bizzarre ipotesi a base di fantascienza di serie z ed iper tecnologie, macchiate dallo scandalo del Cuba Hyper e da tante tantissime altre accozzaglie di cialtronerie assortite 
  9. fu un esperto in medicina e nuove tecnologie, Joshua ‘Cosmo’ Factory a studiare il fenomeno in base alle interviste fatte ad alcuni testimoni quel giorno, ‘l’arma, ammesso che la Stella dicesse la verità, sarebbe dovuta essere potente almeno dieci volte più del suo storditore, naturalmente all’epoca erano incognite le tecnologie che avrebbero potato a ali scoperte (da science monthly , rivista dell’M.I.T. del marzo 1989)
  10. ci sono voci contrastanti in materia : pare che Samuel Perry, un marinaio che lavorava presso i docks vide una figura ‘silenziosa e triste ma con i muscoli e l’aria di un vero uomo perdio!’ piangere e lanciare qualcosa nel fiume. Aveva una casacca rossa, circa sette giorni dopo l’incidente.  Nessuna fonte certa a parte una nota a margine nel volume ‘la MIA vita con la Stella’ di Jeremy Casucci
  11. anche qui un dato poco certo. Non ci sono dubbi per quello che riguarda la città di NY ed anche di Chicago. Discorso differente va fatto per il deserto del New Mexico e tutta l’area continentale. Alcuni avvistamenti da parte della Lega Giovanile Esterna, una sorta di fan club di radioamatori, confermerebbero la presenza di  un uomo con una casacca rossa nascosta sotto uno spolverino smunto, la barba ed i capelli incolti, lo sguardo triste, sempre silenzioso, ed un paio di occhiali di sole. Non ci sono notizie di conferma o smentita e purtroppo, pare, non esistano registrazioni di notizie nelle cronache locali, nulla di disponibile negli archivi almeno
  12. successe due volte. Una ai principi del 1962, proprio nel corso di una delle sortite dell’IGD, non c’era muro senza un loro manifesto e nessun vagone della metro senza un graffito od un tag. In quel caso Matterdonk tuonò dalla prima pagina (16 febbraio 1962) ‘GIULLARE MAASCHERATO : ELIMINA I SIMILI!!!’ ; una seconda volta accadde nell’estate del 1963. questa volta era l’impero criminale dei Meucci a lanciare un attacco senza precedenti. Tra estorsioni e giri di soldi sporchi, droga , prostituzione, il NYPD  non sapeva più come cavarsela.  Matterdonk pensò di tendere la situazione ancora più calda pubblicando (27 luglio 1963) ‘PAGLIACCIO RIPRENDI LA MASCHERA!’ quest’ultimo quasi un’esortazione, una richiesta d’aiuto che, rese ancora più forte, se possibile, i Meucci, che , supponendo di aver gioco su tutte le risorse della città divennero ancora più violenti e spietati. Randholme minacciò di andarsene dal giornale e , solo quello che successe da lì a poco fece cambiare idea al futuro direttore del Globe
  13. cfr nota precedente
  14. la signorina Westmad aveva abbandonato il suo precedente accompagnatore, Daniel Randholme,  nel corso di una furibonda lite la notte di San Silvestre del 1961. voci indiscrete dell’epoca avrebbero asserito che il suo legame con Casucci fosse stata soltanto una ripicca dovuta, in parte, al fatto che , momentaneamente, il reporter del Globe, grazie ai suoi incarichi per la cronaca nera, fosse momentaneamente più popolare
  15. la riunione tenutasi nei dock il 27 agosto 1963 fu importante perché sancì la definitiva estromissione dai vertici del clan di Francesco Sam Niagara Ortensii, a causa di una serie di ripetuti fallimenti
  16. Lumpkins, avvezzo alle stranezze della signorina Westmad (cfr articolo precedente) si disse poi affranto per non aver saputo comprendere in tempo le necessità di aiuto della signorina
  17. frase poi confermata nel libro di Casucci e nei successivi articoli di Randholme
  18. pare che le urla di Waczsaskzy fossero incomprensibile per via delle correnti d’aria ma che, comunque , un discreto rumore fosse presente e decifrabile a tutti, instrada. Misteriosamente, un radioamatore del New Jersey Bruce Zimmermann registrò le stelle parole in una trasmissione su un canale militare che non avrebbe dovuto ricevere. Zimmerman pagò con 6  mesi di carcere ed una salatissima multa la bravata, e nn rimangono prove del nastro, ma la sua esistenza resta comunque confermata dai testi di Randholme e Casucci
  19. la frase venne poi ripetuta e commentata nell’articolo ‘perché è la MIA vita con la Stella’
  20. le intenzioni di Randholme vennero poi confermate dal suo verbale al NYPD, cui, misteriosamente , pare, partecipò anche un’agente dell’FBI ed due della CIA (fonte H block)
  21. così dipinse la scena la Westmad nel verbale del NYPD, ancora più segreto, forse di quello di Randholme (fonte H block) 
  22. analisi successive, non confermarono nessun trauma o lesione permanente alla Westmad. Raccontò lei poi (globe 28 agosto 1963) di essersi sentita come ‘ sprofondare in un bel sogno’ cui segui un vago senso di emicrania e mancanza di equilibrio
  23. neppure in articoli successivi, o nel rapporto , o in qualsiasi altra situazione Randholme ha mai fatto cenno a quel momento di quel pomeriggio, in una sola occasione Trish, una sua assistente che faceva praticantato dall’ESU, gli chiese qualcosa, la sola risposta fu ’preferisco dimenticare, certe cose vanno così. E basta’ (da ‘sull’uomo e il superuomo’ tesi di laurea in psicologia criminale di Trish McCoy
  24. Randholme non seppe spiegare cosa accade al suo corpo quel pomeriggio, al pari della Westmad. Il suo referto medico parla di suggestione post ipnotica, ma non è una cosa di cui si può essere certa, in tempi sospetti di acidi ed LSD , molte cose venivano catalogate in questo modo all’ospedale del Greenwich village
  25. ‘fu la cosa più bella che mi capitò di vedere in tutta la mia vita’ confessò Randholme ai microfoni della KMNYX radio il sabato successivo, il 28, nel corso di un’intervista con il c elebre DJ Karma BurmS Ray
  26. svariate testimonianze riferiscono gli stessi sintomi : confusione, trance catatonica in alcuni caso, ed un desiderio incomprensibile di fermarsi a guardare, in alto.
  27. Sembra proprio che la versione originale della casacca fosse stata modificata, il tessuto sembrava più resistente e lucido ed anche la stella appariva più sgargiante ed il ‘passamontagna’ collegato direttamente ala casacca davano un’impressione più dura ed adulta
  28. A tutti gli effetti la carriera dell’avventuriero ricominciò proprio quell’assolato pomeriggio, per continuare poi solo tre giorni dopo con la consegna al NYPD di Manhattan di sette membri del IGD , conciati con una brutta copia della una casacca e arrotolati in un loro striscione (l’impero del grande domani saluta i
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